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DEMOCRAZIA E POTERE
Compare oggi sul Corriere della Sera un commento di Sergio Romano dal titolo “Il Prezzo Della Continuità”. In esso esamina la posizione del governo nei confronti della riforma elettorale mettendo in evidenza le contraddizioni esistenti. Sostiene anche: “La colpa , beninteso, non è interamente sua, è anche di tutti coloro che hanno creduto di poter riformare la legge elettorale e le istituzioni lasciando a Palazzo Chigi un governo che ne sarebbe inevitabilmente danneggiato.” E dopo un riferimento ad analoga situazione in occasione della Bicamerale di Massimo D’Alema conclude: “È giunto il momento di scegliere. Chi sostiene la stabilità del governo ammetta con franchezza che preferisce l’Italia d’oggi ………. . Chi vuole cambiare ed è convinto che l’Italia abbia urgente bisogno di nuove leggi per votare e governare, ammetta che Prodi rappresenta un ostacolo sulla strada del rinnovamento e che un governo “tecnico” sarebbe molto più adatto allo scopo.”
In altra pagina dello stesso giornale, accanto a Dini che agita l’Unione una breve nota riporta le lodi di Bondi a Reichlin per aver parlato sull’Unità della “impresa di dar vita non ad un altro partito, ma a un grande inedito partito della nazione, cementato da una comune idea dell’Italia e del mondo del 2000”. Conclude Bondi che aveva mostrato accordo negli intenti a proposito del nuovo movimento politico del Popolo della libertà “Questo non significa che siamo d’accordo sulle soluzioni da dare ai problemi del Paese. Vuol dire però che siamo d’accordo sulla necessità di edificare una democrazia forte e vitale.
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