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L'Italia e il Nuovo: il difficile cambiare
Nell’editoriale di Sergio Romano sul “Corriere Della Sera” di domenica 4 maggio “DEMOCRAZIA SOTTO RICATTO Dalla Casta alla Deriva”, ( il testo integrale è consultabile all’indirizzo: www.corriere.it/editoriali/08_maggio_04/romano_e05418f8-19a8-11dd-ab0f-00144f486ba6.shtml ) si legge: “Fra «La casta», apparso nella primavera dell'anno scorso, e «La deriva », l'ultimo libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, esiste una importante differenza. «La casta » è la radiografia di una classe politico-amministrativa (secondo gli autori 179.485 persone) che ha usato il potere per distribuire a se stessa uno strabiliante numero di favori…….”, prosegue più avanti
“«La deriva» dimostra che in Italia è accaduto esattamente il contrario. Il governo dei ricchi ha reso il Paese più povero, più ingiusto, meno educato, meno assistito e curato, meno intraprendente e meno dotato di servizi moderni di quanto fosse negli anni in cui i suoi uomini politici erano più sobri. Siamo al 46˚posto nella lista dei Paesi più competitivi.”
Commenta poi: “Dopo avere chiuso il libro di Stella e Rizzo il lettore constaterà che le ragioni di questa deriva sono apparentemente diverse, ma in realtà quasi sempre le stesse. Quando un ministro riformatore o un parlamentare coraggioso tentano di rendere il sistema più flessibile, più competitivo e più dinamico, qualcuno si oppone.” E conclude: “Non è vero che la situazione sia ormai senza scampo. È ancora possibile rompere questo circolo vizioso e liberare la democrazia ricattata dalle corporazioni. Ma è necessario uno sforzo nazionale, vale a dire molto più di una semplice maggioranza di governo. E occorre un governo che dimostri di averlo capito sin dal primo giorno del suo lavoro.”
Viene da pensare come mai due libri che hanno avuto il merito di descrivere nel dettaglio cose note per grandi linee a tutti coloro che in questo paese si confrontano con le difficoltà del lavoro quotidiano e del riconoscimento dei propri diritti abbiano tanta risonanza mediatica e così poco effetto. Spiego meglio. Argomenti di tal genere avrebbero dovuto essere al centro di campagne di stampa che denunciavano il malcostume e le deviazioni da comportamenti corretti. Forse sono passati sotto silenzio perché non facevano notizia, essendo noti a tutti. Ed una volta pubblicata, «La casta», non ha avuto come risposta una serie di dimissioni o querele, né i giornali hanno incalzato i responsabili di comportamenti scorretti per rendere di pubblico dominio le loro reazioni. Tutto è stato assorbito nel magma.
Sull’altra testata di grande diffusione “La Repubblica” risponde Eugenio Scalfari “Il potere blindato della destra zuccherosa” ( il testo integrale è consultabile all’indirizzo: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/04/050il.html ) iniziando con un commento su Schifani, Fini ed Alemanno ascesi al vertice di Senato Camera e Comune di Roma, lancia una frecciata a Grillo ed al Vaffa day, continua con il mondo globalizzato citando il libro di Giorgio Ruffolo «Il Capitalismo ha i Secoli Contati» e lo stupore della sinistra radicale scomparsa senza accorgersene.
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