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NUOVI POLITICI
La Repubblica di domenica 7 settembre aveva un tono piuttosto sconsolato. Cito due titoli: “L’impossibile dialogo tra il lupo e l’agnello” di Eugenio Scalfari ( http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/07/impossibile-dialogo-tra-il-lupo.html ) e “Perché non avremo mai un Obama o un McCain” di Ilvo Diamanti ( http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/07/perche-non-avremo-mai-un-obama-un.html ) . Tra i due devo dire che il secondo ha attratto maggiormente la mia attenzione, forse per quell’accenno iniziale alla personalizzazione che ho sempre considerato antitetica alla democrazia. Ma il prosieguo della lettura ha lasciato molte domande irrisolte, come del resto il fondo di Scalfari che dopo una lucida analisi sulla disgregazione dell’opposizione e sulla mancanza di valori fondanti non prospetta soluzioni o indica vie da intraprendere, ma reitera l’ennesimo appello ai politici in carica perché trovino idee e si facciano promotori di soluzioni.
Diamanti invece fa una approfondita disamina delle leggi elettorali e di come esse abbiano cambiato il rapporto tra politici ed elettori. L’esposizione è attenta e meticolosa ma ha un taglio notarile, evitando con cura ogni presa di posizione tanto che non è chiaro se all’autore dispiaccia e quanto che sia “impossibile che emergano outsider”. E nel suo lungo articolo è impossibile capire quali siano i motivi che impediscono agli “Obama e McCain de noantri” di emergere.