Sognando con Luciana Littizzetto
di Andrea Levi Della Vida
Oggi il Presidente del Senato Franco Marini ha rimesso nelle mani del Capo dello Stato, il Presidente Napolitano, il mandato ricevuto per esplorare la possibilità di un Governo finalizzato alla riforma della legge elettorale.
Con le solite formule, che prendo in giro la lingua italiana e scivolano sulla serietà dei problemi, ha affermato che esiste una diffusa convinzione che la legge elettorale debba essere riformata, ma che non esiste una larga maggioranza concorde sul tipo di riforma da fare !!!!!
Il sentimento della maggioranza degli italiani è stato a mio avviso perfettamente espresso, ieri sera, da Luciana Littizzetto nella trasmissione "Che tempo che fa". Il desiderio di cambiare e di mandare a casa tuti quelli che non sono stati in grado di comprendere e venire incontro alle nostre aspirazioni.
Il problema vero per il quale non si è potuto trovare un accordo sulla riforma, e che nessuno ha il coraggio di affermare pubblicamente, è nel fatto che la attuale legge elettorale, "il Porcellum", consegna ai segretari dei partiti il potere assoluto sulle candidature, e così, come non c'è stata praticamente opposizione quando questa legge è stata varata, altrettanto adesso ogni ragione è buona per non modificarla. Nessuno all'interno dei partiti, stando l'attuale stato di cose, è disposto a contrastare il Segretario, pena la cancellazione dalle prossime liste.
La "Casta" mantiene e riconquista il suo potere.
Se veramente il desiderio egli italiani è quello di mandare a casa questi politici o la maggior parte di loro bisogna rimboccarsi le maniche per trovarne degli altri.
Come? Dove?
La via non è priva di sbocchi ma bisogna considerare alcuni aspetti.
In primo luogo la questione politica.
Quando a seguito del '68 son venuti "gli anni di piombo" la protesta non ha avuto una dignità ideologica che combattesse con le armi della democrazia la oligarchia della "democrazia bloccata" che con il ricatto della cortina di ferro e la manipolazione delle tessere manteneva il potere.
Poi è venuto Bettino Craxi che ha denunciato pubblicamente in Parlamento l'esistenza di una emergenza "etica" nella politica, senza peraltro prendere le distanze dal sistema o suggerire alcuna soluzione.
Il terremoto "Mani Pulite" ha dato un grande urto alsistema, facendolo vacillare, ma ancora una volta nessuno ha ritenuto di dover sollevare la questione in sede politica. Dire cioè apertamente che il modo di gestire la cosa pubblica con trasparenza e rispetto delle regole non è ovvia, non è un assunto ed è questione politica fondamentale e prioritaria rispetto alle eventuali soluzioni tecniche dei problemi.
Oggi, quando in conseguenza temporale di una ennesima azione della magistratura, tempestiva e puntuale, si è generata la crisi di governo con conseguente scioglimento delle camere e nuove elezioni non vi è forza politica che raccolga in modo forte, inequivoco e trasparente il desiderio degli italiani rendendosi diponibile a realizzare le indicazioni più volte date per la legge elettorale.
Non si è contrapposta ad una politica fatta di parole e di formalismi una politica costruita su fatti e responsabilità.
Si tornetà a votare con il Porcellum, tutti allineati e coperti, pronti ad eseguire gli ordini dell'oligarchia.
Secondo il problema di regole e controlli.
La fiducia è una bella cosa, ma in tema di amministrazione non può essere data a chicchessia mano libera senza un sistema di controlli in grado di svelare comportamenti non corretti o indesiderati. Indesiderati perchè in politica debbono valere regole diverse da quelle che ispirano la Magistratura. Ora in questa azione di controllo la posizione dei partiti politici è centrale, come è o dovrebbe essere quella del sindacato in fabbrica. Esiste pertanto una incompatibilità tra attività di partito, con funzioni di informazione ed orientamento della base e di controllo sull'operato degli amministratori pubblici, e attività di gestione e rappresentanaza nella Pubblica Amministrazione. Chi opera deve per forza di cose mediare, scendere a compromessi, cercare vie non sempre limpide e rette al fine di conseguire un risultato, sporcarsi le mani, con il rischio consapevole di cadere nell'impresa.
Il Politico, diversamente dal lavoratore, deve poter essere licenziato anche sulla base di opinioni e sensazioni, ed è quindi necessario che chi informa ed orienta il giudizio sia totalmete libero da vincoli e condizionamenti.
Se dunque l'aspirazione al ricambio è diffusa e fondata, è necessario che tutti coloro che si sono espressi i tal senso (Girotondi, Referendari, Vaffa-day, ecc......) si uniscano in un partito che si presenti agli elettori con un programma semplice e chiaro di: riforma elettorale maggioritaria, riforma dei Partiti e del loro finanziamento pubblico, legge sulle incompatibilità e con l'impegno di tornare alle urne ridando la parola ai cittadini una volta riscritte le regole del gioco.
E' un sogno proprio troppo fantastico?
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