IL DOPO VOTO - Vincitori e vinti
di Andrea Levi Della Vida
La campagna elettorale è finita e le elezioni si sono svolte. Vinti e vincitori, come, ma meno di sempre. Ricevo da ieri sollecitazioni su effetti e risultati del voto, in genere con toni di preoccupazione. Nel mio ruolo di persona a contatto con il pubblico mi sono lasciato andare a chiedere a coloro che incontravo che cosa si aspettassero dal voto e se sarebbe cambiato qualche cosa dopo a seconda della vittoria. La risposta deludente e quasi unicorde è sempre stata questa. Cambierà poco o nulla ed in particolare alla domanda sulla inversione di tendenza del progressivo declino italiano economico, sociale, morale e civile nessuno si è mostrato speranzoso. La storia ci ha mostrato nel recente passato che i governi Berlusconi non hanno mai modificato il trend del paese passato dal 5° - 6° gradino all’ottavo negli ultimi sette anni. Uno studio circolato di recente su internet con grafici relativi a incremento della spesa e debito pubblico hanno mostrato chiaramente la responsabilità dei governi di centro destra nel loro incremento. Peraltro tuttora nella pratica quotidiana i dati macroeconomici del paese non sono tali ma cifre opinabili che ognuno può dichiarare a piacimento. Maroni, commentando il successo della Lega ha dichiarato in libertà che gli italiani hanno riconosciuto i danni economici determinati dal governo Prodi. Chi sa dove era l’onorevole Maroni quando si sono accumulati gli elementi che hanno portato l’Unione Europea ad iniziare una procedura di infrazione contro l’Italia per eccesso di deficit. E poi di seguito nel desiderio di punire Roma ladrona ha dichiarato che non rinunceranno ad Alitalia ed a Malpensa, mostrando di aver perfettamente imparato la lezione romana. I cittadini italiani pagano e loro nel Lombardo raccolgono il frutto di una operazione scriteriata, verticistica e fuori dal mercato, uno dei motivi principali del fallimento della compagnia di bandiera. La sinistra radicale è sparita in un giorno. Come il PSIUP di molti anni fa forse non aveva più uno spazio politico sentito come tale dai cittadini. Certo la vicenda Alitalia in cui il potere sindacale ha impedito un accordo che con il sacrificio di 1600 posti di lavoro ne salvava 24000 ha avuto un peso determinante. Cercherà un nuovo spazio ma dovrà trovarlo su esigenze concrete non su discorsi fumosi e pretestuosi. Il resto sono chiacchiere e ricordi più o meno privati. Sono tutti convinti, anche Montezemolo, che il ridimensionamento dei partiti e la grande maggioranza di cui dispone il centro destra siano la condizione necessaria e sufficiente a fare le riforme di cui ha bisogno il paese. Cosa realmente si debba fare non è chiaro, perché se non riparte il principio della meritocrazia, nulla cambierà. E meritocrazia non vuol dire dare disponibilità a tempo pieno ad assistere ad un avvenimento o progetto. È necessario avere ed essere in grado di utilizzare strumenti culturali, umani, organizzativi idonei a risolvere i problemi che si presentano, indipendentemente dal tempo impiegato o dedicato. È necessario rimettere in funzione il controllo sociale, differenziando in maniera sostanziale il commento negativo su comportamenti scorretti od illeciti dalla diffamazione. La semplificazione del quadro politico è senza dubbio merito di Veltroni e della nascita del PD. Ma anche se questi avessero vinto le elezioni no penso che ci sarebbe stato un grande cambiamento. Troppa zavorra proveniente dal passato si accumula nelle file del nuovo partito. La perdita di tempo su valori che riguardano la coscienza individuale cui si vuole dare carattere primigenio di scelta di campo sono totalmente fuorvianti per chi voglia organizzare uno stato moderno ed interessato ai problemi dei cittadini. Si è costituita una forza riformista? Questa è una speranza che verificheremo nei prossimi mesi, giudicando l’operato dell’opposizione. Se sarà in grado di fare una opposizione costruttiva, rigorosa, lontana da inciuci e compromessi con il coraggio di denunciare le malversazioni in ogni occasione senza il timore di poter essere ripagata dalla stessa moneta in caso di alternanza, potremo vedere il sereno dopo il grigio della tempesta. Se non dovremo continuare a lavorare per costruirla. Mi piace ricordare il grande Indro Montanelli che disse che Berlusconi bisognava conoscerlo per fare gli anticorpi ed imparare a diffidare. Era forse un ottimista o non poteva immaginare i disastri di immagine che una sinistra composita e distante anni luce dalla gente avrebbe potuto fare. Vuol dire che ai nostri concittadini serve una terza ricaduta prima di comprendere la gravità della malattia e costruire la reazione di rigetto. Prima di giungere al gradino 28 o 30 della graduatoria dei paesi più industrializzati c’è ancora tempo. Ma che siate allegri o sfiduciati, depressi o attendisti, se realmente volete che l’Italia inverta la tendenza al declino in cui sembra inesorabilmente avviata è necessario essere attenti e pronti a fare sentire la propria voce in ogni occasione in cui le regole della convivenza civile vengono trasgredite o sovvertite.Commenta
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