La Stagione Olimpica: impegno e risultati
di Andrea Levi della Vida
È passato molto tempo dall’ultimo commento pubblicato sul Blog. La situazione generale e motivi personali consigliavano il silenzio. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sollecitato a riprendere questa attività. Forse sarà fine a se stessa, forse avrà un suo effetto. Ma è meglio una voce flebile che il silenzio.
La giornata odierna è iniziata presto, tanto da consentirmi di ascoltare, mentre rientravo a casa in macchina, Prima Pagina. Vi era, tra gli altri, riferito dal Direttore dell'Adige quotidiano di Trento, l’articolo di fondo del Messaggero che prendendo spunto dai risultati olimpici suggeriva come essi dovessero essere di esempio al Paese ed ai suoi governanti. “L’Olimpiade è o dovrebbe essere una metafora della vita. …. “
E questo in una giornata in cui abbiamo gioito per l’argento di Alessia Filippi negli ottocento, ma, siamo rimasti impressionati per il settimo oro di Phelps e abbacinati dall’oro e record di Bolt nei cento piani. Chi ha visto può capire! Sembra lontanissimo l’anno in cui si doveva abbattere il muro dei 10 secondi.
Nella stessa giornata, o il giorno prima. È stata mandata a casa la Nazionale di Casiraghi. Lutto nazionale!
Ma viene da fare qualche riflessione e pur ammirando e condividendo lo spunto di Paolo Pombeni, editorialista del Messaggero. Penso sia necessario andare oltre.
La differenza tra Vezzali e Trillini, Pellegrini e Filippi, Cainero e Minguzzi, Phelps e Bolt (che non è un detersivo, ma un velocista puro su due gambe) non è tanto nel come sono andati alla gara e quanta voglia hanno avuto di vincere, ma prima nel come e quanto si sono preparati.
Certo il come si affronta la gara è determinante. Ma solo in senso negativo. Puoi perdere, ma non potrai vincere se nella faretra non avrai messo, da prima, le frecce giuste. Così gli alti lai per la sconfitta della squadra di calcio sono fuori luogo. Quante volte il fuori quota Rocchi ha giocato con gli altri! Il gioco di squadra non si improvvisa!
La Politica, che dovrebbe prendere esempio, è vista con un occhio favorevole perché ha mostrato decisionismo, voglia di vincere.
Alcune settimane fa, ho chiesto ad un alto dirigente sindacale la sua opinione sulla attuale congiuntura italiana. Mi ha risposto fuori dai denti che le speranze di recupero erano infime perché tutto era ormai spettacolarizzato e non contava più la realtà delle cose, ma quello che si poteva dire e raccontare. È sintomatico di questo fatto che all’ascolto dei telegiornali non esistono più persone, ma solo personaggi. (Spero che ancora sia nota la differenza)
Così non esistono più dati di bilancio o numeri certi su deficit, pil, o avanzo primario. Ognuno ha la sua idea che propaganda come verità.
E in questo circo mediatico che spazio possono trovare gli allenamenti della Pellegrini (dieci o più chilometri al giorno in una vasca da cinquanta metri, sempre uguale a se stessa), le quattro o cinquecento volte che Tania Cagnotto ha ripetuto il doppio e mezzo carpiato con avvitamento, gli ennemila piattelli rotti o non rotti allo Skeet. È lì che si vincono le medaglie prima che sul campo di gara.
Ora la Politica dovrebbe apprendere……, ma prima come si prepara.
I problemi prima di trovare soluzione vanno individuati e studiati. E non sono quelli che la propaganda elettorale riconosce come buoni argomenti per la campagna.
Il conduttore del programma, questa mattina, ha in più occasioni ripetuto il concetto che in un Paese serio nessuno si permette di fare promesse elettorali, ma si assume impegni, perché in caso di elezione gli viene presentato il conto. Chi è che lo dovrebbe fare da noi? E perché non lo fa?
Hanno fatto i giornalisti pressing sulla Lega (almeno) per sapere che cosa è e come è fatto il federalismo fiscale?
Ed esiste la disponibilità ad accettare una alternativa che sia in grado di suggerire risposte soddisfacenti, oppure siamo condannati all’eterno balletto in cui nessuno si assume le sue responsabilità.
Peraltro mi conforta il fatto che sempre di più incontro persone che sono desiderose di una nuova diffusione del principio di responsabilità, con la convinzione che chi sbaglia paga.
Bisogna rimboccarsi le maniche perché la strada è molto lunga! Senza dimenticare che forse le donne vincono più degli uomini....!!!
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